Educazione alla sessualità

Amore e corporeità
III parte

Sul bacino si inserisce il perineo, cioè la muscolatura che — come un pavimento — sostiene gli organi pelvici grazie alle sue fascie e ai suoi muscoli striati33.

Le differenze del perineo femminile rispetto al maschile riguardano principalmente la porzione urogenitale e non sono sostanziali, ma soltanto determinate dal passaggio della vagina e del suo vestibolo, oltre che dell'uretra - scrive Bruni - per cui sia le fascie che i muscoli nella donna non saranno uniti sulla linea mediana: si comprende così 'la caduta' (ptosi) degli organi genitali, specie dopo alcune gravidanze, con conseguenze che devono essere presenti al sessuologo.

Nello studio del perineo qui approfondiremo solo ciò che concerne alcuni muscoli.

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Mentre la funzione dei muscoli trasversi, superficiale e profondo, tanto nell'uomo che nella donna è di fissare il centro tendineo del perineo e dare punto di appoggio ad altri muscoli,

nell'uomo il muscolo bulbocavernoso e ischiocavernoso intervengono nella erezione e nella eiaculazione. Per l'erezione hanno azione coadiuvante in quanto aiutano a spingere avanti il sangue nei corpi cavernosi - scrive Bruni - (l'importanza massima, abbiamo detto, spetta all'apparato vascolare).

Sappiamo che l'erezione è un fenomeno riflesso e come tale non dipende dalla volontà. La volontà può però porre delle premesse perché il fenomeno si produca, sia ricercando le immagini psichiche capaci di suscitare il riflesso, sia provocandolo mediante una stimolazione meccanica della cute dei genitali, mentre la contrazione dei muscoli striati del perineo, che sono soggetti alla volontà, costituisce un ulteriore apporto alla insorgenza della erezione34.

Per l'eiaculazione35, che sappiamo essere nel soggetto normale intermittente, i muscoli ischio-cavernosi e soprattutto il muscolo bulbocavernoso si alternano nel gioco di contrazione e rilassamento con lo sfintere striato dell’uretra36.

Per comprendere la funzione di questi muscoli dobbiamo precisare che nell'uomo oltre alla erezione dei corpi cavernosi del pene e del glande per cui è possibile la penetrazione in vagina, erezione alla quale provvede il muscolo ischio-cavernoso, c'è la erezione del corpo cavernoso dell'uretra (tessuto cavernoso che avvolge l'uretra) così che questa è mantenuta raddrizzata e beante per il passaggio del liquido spermatico. Il corpo cavernoso dell'uretra termina nella parte posteriore con un rigonfiamento, bulbo dell'uretra, a cui si deve la erezione della parte mediana della radice del pene. A questa erezione provvede il muscolo bulbo-cavernoso il quale interviene poi anche nella eiaculazione comprimendo il bulbo (per cui si chiama muscolo compressore del bulbo).

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Similmente nella donna, i muscoli ischiocavernosi intervengono nella erezione dei corpi cavernosi del clitoride e del suo glande, mentre il muscolo bulbocavernoso è diviso in due, destro e sinistro, per l'interposizione del fondo del vestibolo della vagina e serve alla erezione della radice del clitoride, dei bulbi del vestibolo (compressore del bulbo) e alla crisi secretiva. Nell'insieme i due muscoli bulbocavernosi formano un anello intorno all'orificio vaginale e si comportano come muscoli costrittori della vagina (Bruni)37.

I muscoli bulbocavernosi, oltre ai bulbi del vestibolo, contornano lateralmente e posteriormente due grosse formazioni, del peso di 4-5 gr., che secernono un liquido denso, vischioso, trasparente, le ghiandole di Bartolino.

Come per la eiaculazione maschile, i muscoli bulbocavernosi intervengono, durante l'orgasmo, con le loro contrazioni e determinano la brusca espulsione del secreto delle ghiandole di Bartolino: crisi secretiva della donna. Anche alla crisi secretoria si accompagna una intensa sensazione di piacere, cui subentra uno stato di rilasciamento e di calma (e io aggiungerei di benessere e di forza) sicché, dal punto di vista sessuologico, la corrispondenza con la eiaculazione è senza dubbio molto stretta (Santori).

Nel perineo c'è ancora un altro muscolo che dobbiamo imparare a conoscere se vogliamo raggiungere quella unione che chiamo complementare, il muscolo elevatore dell'ano o pubococcigeo che solleva il pavimento del bacino restringe l'ano e nella donna la vagina (Bruni). È anche esso un muscolo volontario38, di grande importanza nel parto, che dobbiamo tonificare con esercizi di contrazione, portandolo verso l'alto come se ci si sforzasse di non urinare. In sessuologia è ormai conosciuto come muscolo di Kegel, cattedratico all'Università della California del Sud, morto nel 1972, poiché per primo fece studi approfonditi.

Se immaginiamo la vagina con un taglio trasversale, come un cerchio che porta il quadrante di un orologio, le sensazioni più forti saranno (la cifra 12 sull'orologio indicando il pube e la cifra 6 il coccige) a destra e a sinistra un po' sotto la linea mediana (là dove sarebbero inscritte sul quadrante le cifre 4 e 8)39.

Secondo Kegel due donne su tre non proverebbero nulla nel rapporto genitale o proverebbero soltanto una sensazione troppo debole, semplicemente perché questo muscolo non è sufficientemente sviluppato.

A questo autore io aggiungo che non basta la tonicità del muscolo pubo-coccigeo ma è necessario che la donna durante il rapporto lo contragga prima a intermittenza e poi, in un crescendo sempre volontario, trasformi questa contrazione in una contrazione aspirante fino al riflesso orgasmico e alla crisi secretiva, cioè alla contrazione spasmodica e ritmica della muscolatura perineale e di quella pelvica (Santori)40.

Anche per l'uomo il muscolo elevatore dell'ano o pubococcigeo è estremamente importante poiché è con la sua contrazione che egli può riuscire a rimandare la eiaculazione. Il dominio di questo muscolo, ben trofico, è alla base del rapporto riservato41praticato nelle religioni orientali.

 

Esaminando la struttura dei nostri organi genitali e degli apparati che li sostengono io affermo che la loro finalità funzionale è "la complementarità".

La contrazione dei muscoli costrittori della vagina ed elevatore dell'ano sono alla base di quel restringimento della vagina che è risentito dall'uomo nel rapporto genitale come compressione della verga, scrive Giacomo Santori.

Occorre sapere che non sono i movimenti avanti e indietro che aiutano maggiormente la donna, ma le dolci pressioni di fianco sulle pareti della vagina... La donna non deve restare passiva: con il suo muscolo ben esercitato, può serrare il pene dell'uomo nell'interno della sua vagina, come se volesse abbracciarlo scrive Ingrid Trobisch.

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3. anche la neurologia deve essere ristudiata:

a ciò che già sappiamo , dopo aver visto la muscolatura che interviene nel rapporto genitale complementare, dobbiamo aggiungere la innervazione periferica (l'argomento sarà ripreso).

Sempre importante il plesso uteroovarico e l'omologo plesso spermatico e il plesso pelvico con i nervi erigendi, sia per la donna che per l'uomo.

Ma non più il nervo dorsale del clitoride (che tra l'altro è molto più esile del suo omologo maschile, il nervo dorsale del pene) dovrà essere preso in considerazione, bensì l'altro ramo del nervo pudendo, il nervo del perineo coi suoi rami superficiali ma soprattutto con quelli profondi (che innervano anche gli organi erettili) oltre al nervo elevatore dell'ano.

Tordjman anche si oppone alla scuola sessuologica americana, soprattutto con lo studio neurologico42e dice che Kinsey - partendo dalla famosa insensibilità ginecologica rilevata statisticamente - afferma con serenità che l'orgasmo di origine vaginale non è che una illusione. A partire dalle sue esperienze, Masters e Johnson si sforzano di stabilire la unicità della risposta orgasmica basandosi sulla stessa ipotesi biologica. La fisiologia fondamentale della risposta orgasmica - scrivono Masters e Johnson - è sempre la stessa sia che la forma di stimolazione sia il coito eterosessuale o artificiale, come si ha con una stimolazione meccanica o automanipolativa della regione clitoridea, del petto o di qualunque altra zona erogena eletta.

In opposizione a questi Autori, Tordjman dimostra, con i suoi studi sulle donne paraplegiche, che si possono distinguere due riflessi orgasmici nella donna: uno superficiale, somatico, il cui centro si situa a livello dei mielomeri sacrali S2 S3 S4, un altro profondo, viscerale, il cui centro risiede a livello dei mielomeri dorsolombari D11 D12 L1. Questo ultimo caratterizzato dai periodi di apnea e dalla contrazione uterina regolare e ondulante...43.

Udendo i due contributi, di Bottani e di Tordjman, al Congresso di Barcellona, il fondatore delle Giornate Mediterranee di Sessuologia, lo psichiatra J. Armogathe, ha affermato: Oggi è nata la sessuologia mediterranea.